Chi è il buon cittadino digitale?

Il buon cittadino digitale è prima di tutto un buon cittadino, cosciente di sé, delle proprie azioni e rispettoso con se stesso e con gli altri.

“Il buon cittadino digitale” fornisce agli studenti, i veri protagonisti, gli strumenti adeguati per formare una coscienza critica che li accompagni a vivere in un mondo in continua trasformazione digitale svolgendo, fra gli altri, un’azione il più possibile preventiva rispetto a temi come cyberbullismo, dipendenze o affini.

Perchè nasce il progetto?

Il Buon Cittadino Digitale nasce allo scopo di “offrire gli strumenti per affrontare in forma autonoma la vita con tutte le sue difficoltà e contraddizioni” come da formula classica del sistema preventivo salesiano nell’educazione della gioventù coadiuvata da quasi 10 anni di esperienza dell’ambito della cittadinanza digitale.

Cosa imparano i ragazzi?

In funzione dei moduli che la scuola sceglierà di adottare i ragazzi impareranno a gestire le informazioni, comunicare e collaborare, creare contenuti digitali, curare sicurezza e privacy, risolvere problemi, usare la testa come ormai richiede il nostro vivere quotidiano. Il progetto, “modulare e adattabile”, è composto da una parte didattica rivolta a studenti e docenti e una parte divulgativa rivolta alle famiglie degli studenti, alle istituzioni e più in generale a tutta la cittadinanza. In una fase successiva prevede workshop di approfondimento, laboratori ed eventi sul territorio.

Su quali principi si basa?

Si basa sul principio che l’argomento “digitalizzazione” è troppo complesso per essere trattato con efficacia dai ragazzi, ma può essere sviluppato se lo si scompone in situazioni/punti più piccoli analizzabili e comprensibili facilmente.

Il progetto assume che la trasformazione digitale non è uno stato di emergenza, cioè un evento imprevisto e transitorio, ma è nuova normalità in cui l’unica risposta efficace è educare, elaborare le informazioni e sviluppare spirito critico. cittadinanza digitale.

A quale documento fa riferimento?

Il Buon Cittadino Digitale fa riferimento al DigComp 2.1 e coinvolge i ragazzi attraverso la continua sollecitazione a riflettere, partendo da nozioni teoriche e fatti di attualità che ciascuno di noi vive in famiglia, a scuola, nei rapporti interpersonali.

In cosa consistono nella pratica le lezioni?

I contenuti delle lezioni sono descritti alla pagina moduli, questi ultimi possono essere composti dal docente in base alle esigenze didattiche della classe.

Cosa non si occupa il progetto?

Il Buon Cittadino Digitale non si occupa di:

  1. cyberbullismo, sexting, adescamenti online e problematiche affini
  2. dipendenze online da videogiochi, gioco d’azzardo, pornografica e problematiche affini
  3. coding e robotica perché esistono innumerevoli iniziative che se ne occupano

Il Buon Cittadino Digitale non si sostituisce ne si sovrappone ma si integra e si affianca al lavoro svolto dalla polizia postale ed ai professionisti delle specifiche tematiche sopra citate attraverso il sistema preventivo.

Come faccio a saperne di più?

I moduli del progetto pilota sono stati sviluppati e perfezionati nelle classi di alcuni istituti genovesi a partire dal 2017 con il coinvolgimento diretto degli studenti e la supervisione dei docenti. Vedi Report 2018-19

Oppure contattaci compilando il form presente in questa pagina.

Gestire le Informazioni

70%

Comunicare e collaborare

80%

Creare contenuti digitali

40%

Curare sicurezza e privacy

90%

Risolvere problemi

35%

Usare la testa

95%

Che significato hanno le seguenti parole all'interno del progetto?

Modulo

è una singola lezione/incontro da 45/90 minuti a 2 ore

Percorso

è una unità didattica formata da più moduli obbligatori e facoltativi

Laboratorio

è un modulo prevalentemente pratico da 2 ore, in alcuni casi con aula PC

Lezione

formata da più moduli teorici da 2 ore in genere obbligatori

Situazione

uno o più moduli teorici da 2 ore sviluppatti con docenti e studenti

Workshop

moduli informativi generici a scopo introduttivo da 45 o 90 minuti

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